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Mille pagine per il Cenacolo dove debuttò il Senatur

30 giugno 2012

(Da sinistra, due past president del Cenacolo, Tino Rossi e Natale Gorini, e l'attuale presidente Tediosi)
 

Non può passare inosservata l’opera presentata ieri pomeriggio presso Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese, dal titolo “I Stràa d’ra Puesìa”. Un volume che raccoglie una serie di poeti bosini, che scrivono versi in dialetto. Un’operazione realizzata dal Cenacolo dei Poeti e Prosatori Dialettali Varesini e Varesotti, sì questo è il titolo piuttosto roboante dell’associazione che ha curato il volume, un’associazione, peraltro, aderente alla Famiglia Bosina di Varese. Il volume è stato presentato ieri dall’attuale presidente del sodalizio, Enrico Tediosi, il primo autore che appare, con i suoi versi, nell’antologia.

Ciò che però colpisce sono le dimensioni del volume, che raccoglie i componimenti dialettali di una trentina di autori: il volume conta infatti 1100 pagine, e sulla copertina sono stati riprodotti i loghi delle tre istituzioni che hanno contribuito a realizzarlo, Regione Lombardia, Provincia di Varese e Comune di Varese. Un volume, dunque, realizzato – così pare – con il contributo di enti pubblici, e che è stato realizzato in 500 copie che saranno distribuite in tutte le biblioteche.

Le oltre mille pagine sono aperte da un contributo dello stesso Tediosi che ricostruisce la storia del Cenacolo dei poeti varesini, fondato il 24 dicembre 1976, e che vide tra i fondatori il grande Salvatore Furia, il “papà” del Centro geofisico prealpino. Ma nelle pagine che aprono il volume non vediamo invece comparire il nome di Umberto Bossi, il Senatur che scrisse alcuni versi (certo non da antologia) in dialetto, e che partecipò al Cenacolo tra il ’76 e l’82.

Provincia, alle Serre il Cenacolo che vide Bossi poeta

3 aprile 2011

(Tino Rossi scopre alle Serre di Villa Recalcati la targa del Cenacolo)

 

 

Un sodalizio culturale che, a Varese, abbia avuto nelle sue file niente meno che Umberto Bossi, ministro, ma soprattutto fondatore della Lega Nord, ha certamente una marcia in più. Bossi partecipò infatti, tra il ’76 e l’82, alle attività e alle iniziative del Cenacolo dei poeti e prosatori dialettali varesini e varesotti. Anche lui, com’è risaputo, si è dilettato di versi e rime, con un’attenzione particolare al vernacolo. Come racconta uno dei più vecchi appartenenti al Cenacolo, Paolo Rattazzi, “la prima sede del Cenacolo fu proprio a casa di Manuela Marrone, moglie di Bossi. A quell’epoca, ci riunivamo un paio di volte alla settimana ed eravamo impegnati nella ricerca di parole dialettali”.

Questa mattina lo storico Cenacolo, legato alla Famiglia Bosina, e che ha avuto tra i suoi padri fondatori anche il Professore, il compianto Salvatore Furia, metereologo e poeta, ha trovato una nuova sede presso le Serre di Villa Recalcati, una nuocva sede che proprio al professor Furia è stata intitolata. Il Cenacolo dividerà lo spazio con l’Orchestra Giovanile Studentesca, anch’essa con sede presso le Serre. Il taglio del nastro che ha visto, questa mattina, l’assessore alla Cultura della Provincia, la leghista Francesca Brianza, e la Regiù della Famiglia Bosina, Felicita Sottocasa Barlocci, insieme ai tanti componenti il Cenacolo. A scoprire la targa con il nome del Cenacolo, la sua adesione alla Famiglia Bosina, la dedica a Furia, è stato un altro fondatore del Cenacolo, il poeta bosino Tino Rossi.

Quale il significato della sede del Cenacolo presso le Serre? Lo delinea uno degli appartenenti, Enrico Tediosi. “Sarà una sede che vogliamo tenere aperta tre-quattro ore al giorno per leggere e fare conoscere le poesie in dialetto, ma non solo. Chiunque si trovi negli splendidi giardini di Villa Recalcati, passeggi o legga un libro, può venire alle Serre e ascoltare poesia. Tra l’altro presso questa nuova sede, vogliamo anche allestire una biblioteca di libri di versi”.