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Varese - Vieni nel parco ad ascoltare poesie

Nei giardini di Villa recalcati inaugurato uno spazio che verrà autogestito da poeti e scrittori dialettali. Obiettivo: divulgare il dialetto e leggere poesie ai visitatori

"P", come poesia, ma anche come parco. Ecco che le due consonanti vanno da oggi a braccetto nei giardini di Villa Recalacati, sede della Provincia di Varese, con l'inaugurazione della sede del “Cenacolo dei poeti dialettali”. Sarà a partire dalle prossime settimane un luogo dove riscoprire i versi in vernacolo, ma anche leggere pagine di prosa in dialetto bosino.
Entri nel parco, ti rilassi, e intanto ti lasci trasportare da parole e versi in dialetto, recitati per te magari da qualche autore che quel giorno è di “servizio” al ritrovo. Già, perché si tratta di uno spazio che verrà interamente gestito dai poeti. Dice l'assessore provinciale alla cultura Francesca Brianza che «questo spazio è stato messo a disposizione della cultura locale, per riscoprire e promuovere le tradizioni del territorio, la poesia, i racconti e le pagine di scrittura varesina interpretate da chi le ha scritte, o semplicemente lette dagli interpreti della lingua dialettale».
Il cenacolo – che sarà quindi uno spazio aperto al pubblico – è stato dedicato alla figura di Salvatore Furia, scienziato, uomo di cultura, voce tra le più famose del Varesotto (celebri le previsioni del tempo al Gazzettino Padano, su Radio 1, molto più di un meteo, bensì vere e proprie “pillole di vita”), scomparso l'estate scorsa.
Al taglio del nastro era presente la figlia del professore, Mabi, e i rappresentanti della Famiglia Bosina. «Il professor Furia fu tra i fondatori del Circolo dei poeti e prosatori dialettali, nel 1976 – racconta Enrico Tediosi, presidente dell'associazione. A lui è dedicato questo spazio, che sarà di tutti. Speriamo che anche tra i giornalisti si facciano avanti voci e penne dedite alla prosa, ne abbiamo bisogno. Nel frattempo annunciamo le due novità. La prima: una riunione, giovedì prossimo, a partire della quale verranno stabiliti i momenti di apertura della sede». «La seconda è una pubblicazione che verrà presentata la prossima estate dove si troveranno versi e racconti. Si tratta di un'antologia realizzata dalla tipografia Stephan di Germignaga, amica
dell'associazione». Insomma questo è, a tutti gli effetti, da oggi, un luogo dove fermarsi ad ascoltare, e magari a leggere: «Uno degli obiettivi è dotarci a breve di una libreria», aggiunge Tediosi. La struttura si trova nella parte retrostante Villa Recalcati, e vi si accede dall'ingresso di Via Daverio (foto), nel cuore del parco, immersa nel verde delle serre. Non sarà unicamente destinata a poeti della cità, ma anche ad altri colleghi della provincia e ad ospiti di altre associazioni culturali, anche straniere.
Manca, come per ogni cenacolo che si rispetti, un camino per riscaldare le serate invernali, dove rintanarsi per scaldarsi il cuore con qualche verso. «Ma d'inverno le aperture saranno di gran lunga limitate» conclude Tediosi. E il camino dei poeti? «Per il momento non è previsto – dice l'assessore Brianza – . In mancanza di un focolare...potremmo ripiegare su di un trompe-l'œil».

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Identità e Storia
Il "Cenacolo Poeti Dialettali della Famiglia Bosina"

 

Sullo slancio di un ciclo di "recitals", nel corso della manifestazione "Sere di settembre al Sacro Monte", per la quale si trovarono, chiamati dalla Associazione "Amici del Sacro Monte", i poeti dialettali della zona che si erano fatti conoscere attraverso attività itineranti e specialmente per riconoscimenti ottenuti nei concorsi annuali della "Famiglia Bosina", si costituì ufficialmente la sera del 24-12-1976, con la benaugurante benedizione della Madonna del Rosario e per iniziativa della stessa Associazione degli "Amici del Sacro Monte", il nostro gruppo, per il quale si scelse la denominazione suggestiva di "Cenacolo Poeti Dialettali Varesini e Varesotti".

Nove furono i suoi fondatori, il Sacro Monte la sede morale e fissa per le riunioni, le diverse località della provincia i luoghi delle esibizioni, davanti ad un uditorio sempre attento ed interessato.

Nelle vesti di coordinatori si susseguirono, dopo il ‘padrino’, prof. Salvatore Furia, Luigi Molinari e Tino Rossi, il quale fu poi eletto Presidente nel novembre 1987 ed è tuttora in carica.

Nel frattempo, a seguito di un accordo con la ‘Famiglia Bosina’ (che mise a disposizione la propria sede varesina), la denominazione variò in "Cenacolo Poeti Dialettali della Famiglia Bosina".

Fu redatto anche uno Statuto sociale, il quale recita all’art. 1 " ..l’Associazione ha lo scopo di riunire le forze singole per la ricerca, la conservazione e la diffusione dei valori autentici della cultura e della tradizione varesina e varesotta, in modo particolare mediante la scrittura, la recitazione e la pubblicazione di poesie ed altre opere nel dialetto locale.

Ed in questa ottica il "Cenacolo" ha sempre operato in continuità, partecipando a manifestazioni

idonee, organizzando autonomamente incontri, conferenze, dibattiti e recite ed affermandosi con i propri soci in vari importanti concorsi su scala regionale e nazionale.

Attualmente aderiscono al gruppo ventuno poeti, oltre diversi amici e simpatizzanti e, in attesa di celebrare il 25° anniversario della fondazione, siamo a disposizione per chi vorrà contattarci per incontrarci.

4 giugno 2006